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Esterno sera cavedio


1.Barbara Santagostini
2.Sanja Lasic
3.Valentina Maggi
4.NoiSeGrUp
5.Caudia Ventola
6.Alessandro Nassiri
7.Katia Meneghini

Gioco di ruolo di Barbara Santagostini

Foto di Filippo Armellin

Una telecamera a circuito chiuso riprodurrà in tempo reale ogni ingresso all'esposizione. Chiunque sarà costretto a presentarsi indossando una maschera: la propria o una fittizia, quella maschera che che identifica il sesso, l'età, il ruolo e i tratti caratteristici del personaggio interpretato, quella maschera che è la persona, sua traduzione latina, e che definisce a sua volta la personalità, risposta individuale che è presente fin dalla nascita e che si modifica e adatta agli stimoli esterni affettivi e sociali. Esiste un unico modo per poter cambiare il proprio ruolo: morire e rinascere. Questo comporterà una narrazione della propria morte e la presentazione con una nuova identità. Si può morire una sola volta e non sarà possibile non prendere parte al gioco.



L'undicesima porta di Sanja Lasic

Foto di Filippo Armellin

Una porta, che sembra spiata attraverso un ritaglio visivo reso dall'applicazione di tempera bianca, apre verso un interno sconosciuto. E' una porta che non viene attraversata, ma calpestata. Il percorso sovverte il piano fisico, ma soprattutto visivo. E' una porta immaginaria, l'undicesima, oltre alle dieci già presenti nell'appartamento, che introduce una sorta digiochi di specchi e una riflessione: cosa stiamo vedendo o siamo noi ad essere spiati?
Foto di Filippo Armellin

Species of spaces di Valentina Maggi

Foto di Filippo Armellin

Attraverso la costruzione di dispositivi di visione, è messa ironicamente in atto una violazione dell'intima sicurezza su cui tutti ci adagiamo ed è profanato il riferimento sicuro dato dalle mura domestiche. L'osservatore si troverà a sbirciare nele case degli altri, a indagare gli interni, a sconsacrarne l'intimità e, senza avere modo di percepire le voci e i suoni, scruterà l'eterotipia dell'edificio. Lo spettaore è tenuto a distanza, in una posizione di ossrvazione non partecipativa, condotto e relegato allo stato di voyeur.

They di NoiSeGrUp

Foto di Filippo Armellin

I telegiornali rappresentano l'unica fonte di informazione per 8 milioni di italianie soprattutto lo strumento esclusivo attraverso cui il 73% dei cittadini forma le proprie opinioni politiche in vista di ciascuna scadenza elettorale. L'unilateralità di questo mezzo di comunicazione impedisce al fruitore qualunque interazione, nonchè qualunque tentativodi critica. Il risultato è un'opinione pubblica assopita facilmente manipolabile, senza cultura, divinizzata dalla stessa tv, ormai unico specchio della società. NoiSeGrUp dà una risposta consapevole a ciò che il potere politico e la nostra classe dirigente tentano di fare. Il lavoro gioca con la velocità e la fuggevolezza dell'informazione televisiva e nel caos che si genera dal passaggio dei nove video sui televisori, il cui risultato è una critica aperta al sistema di governo delle comunicazioni di massa e dell'informazione nel nostro paese.


Quando vedo qualcosa che già mi appartiene mi sento realizzata di Claudia Ventola

Foto di Filippo Armellin

L'artista si è ripresa durante una settimana di autoreclusione per sperimentare su di sè la non scelta. Seduta a guardare la tv per sette giorni senza pause, se non un'ora al giorno in cui ha annotato l'esperienza su un diario, obbedisce a qualunque ordine le venga impartito dai vari programmi. Compra e mangia quello che la televisione le consiglia, e che può permettersi economicamente, ma al termine di questa costrizione, si ripulisce della totale rinuncia di se stessa lavandosi i vestiti mai tolti.

Aspettando il tram di Alessandro Nassiri in collaborazione con Aria Spinelli

Foto di Filippo Armellin

L'attesa rientra in una delle azioni quotidiane a cui l'individuo deve sempre sottostare. Si attende il tram come i sogni e le speranze, la fortuna e il benessere, la mamma e gli amici. Ma quando alla banchina c'è qualcuno che ti accoglie munito di telecamera e di intervistatrice, l'attesa intima e annoiata si sotituisce con il bisogno e l'ormai storico minuto di celebrità: "Su che canale?", "Va in televisione?" Ecco che l'arte si fa beffa di chi è pronto a rivelare i suoi pensieri intimi e imbarazzanti pur di non perdere quella occasione.

Os Ambulantes di Katia Meneghini in collaborazione con V. Uberti e V. Vetturi

Foto di Filippo Armellin

Il video documenta la performance di una biblioteca ambulante. Per alcuni giorni l'artista ha girato in piazza Praca da Sè di San Paolo con diversi libri riferiti ad artisti e opere d'arte, instaurando un rapporto e un diaogo con le persone del luogo. L'informazione si riappropria dei libri e del rapporto diretto con il fruitore, che sfoglia, fa domande e si interroga, non è più subita, ma attiva e partecipativa.


Lunedì 25 Ottobre


Courtesy: NoiSeGrUp

Via Col di Lana 4, citofono 28 c

16:30 - 21:30

LUNEDI’ 25 OTTOBRE

Gli episodi di THERE IS NO PLACE LIKE HOME raccontano la quotidianità di una famiglia verosimile. Indagano i condizionamenti indotti dai mezzi di comunicazione e interiorizzati dai più che hanno determinato una realtà prima parallela ora effettiva. Ogni puntata inscena il paradosso dell’inversione del rapporto tra causa e effetto.

Quando l’effetto prodotto dai media determina la realtà quotidiana?


ESTERNO SERA

CAVEDIO

Grande brusio di fondo.


PERSONAGGI

Sanja Lasic

Valentina Maggi

Katia Meneghini

Alessandro Nassiri

NoiSeGrUp

Barbara Santagostini

Claudia Ventola


Soggetto scritto da Anna Caterina Bleuler, Francesca Chiacchio, Sara Errico